Lesioni stradali e procedibilità

Tra i tanti (e frequenti) paradossi riconducibili alla Legge 41/2016 (“Omicidio stradale“), vi è quello per cui, in caso di incidente ove sia coinvolto un ferito con prognosi superiore ai 40 gg. (ipotesi che – con il prolungamento di prognosi da parte del medico curante – si verifica quasi sempre e molto spesso anche per incidenti assai lievi e banali), si avvierà automaticamente un procedimento penale per lesioni stradali ex art. 590 bis c.p. a carico del responsabile (peraltro con aggravio del carico anche per l’intera macchina della Giustizia).
Il tutto avviene, dunque, d’ufficio, a prescindere, cioè, dal fatto che la vittima sporga o meno querela e dalla sua effettiva volontà di (far) perseguire penalmente il responsabile; con la conseguenza che non avrebbe sostanzialmente effetto sul procedimento nemmeno una successiva remissione della querela eventualmente presentata.

In attesa di una doverosa modifica legislativa che riporti il reato di lesioni, anche gravi, tra quelli procedibili a querela, il Tribunale di Milano* ha recentemente “annullato gli effetti” della (vigente) procedibilità d’ufficio, riconoscendo l’applicabilità dell’art. 131 bis c.p. per particolare tenuità del fatto, anche in considerazione dell’intervenuta remissione di querela da parte della vittima.

 

*  Sentenza del 9/12/19 – quinta sezione penale (giudice Anna Zamagni) – causa 8428/19.